Babywearing… cos’è ?!

Babywearing… cos’è ?!

Significato e benefici

Babywearing letteralmente significa indossare il bambino, ed è una pratica antichissima e diffusa in tutto il mondo. Mentre una volta si faceva per necessità, oggi questa pratica torna a vedersi nelle nostre case e per le strade grazie ai benefici che dona a mamma e bambino. Innanzitutto è bene sapere che il cucciolo d’uomo è un “portato attivo”, ovvero essendo un mammifero è programmato per aggrapparsi alla mamma (e questo lo vediamo in alcuni riflessi che hanno i neonati, ad es. quello di “Moro” o quello di prensione). Sebbene noi esseri umani non siamo fortunati come i canguri, che hanno il marsupio incorporato, la nostra creatività ci ha permesso di trovare il modo per rispondere a questa esigenza primordiale.

Quali sono i benefici del Babywearing?

Il primo motivo per cui una mamma moderna si approccia al Babywearing, è per avere le mani libere e occuparsi di altro finché il bambino è serenamente a contatto. Se il Multitasking è un’esigenza dettata dalla società moderna, è bene tenere presente che i benefici del Babywearing sono molteplici e andrebbero presi bene in considerazione… Andiamo a vederli meglio:

  1. Continuum pre e post gravidanza

Il bimbo cresce per 9 mesi dentro l’utero materno, e conosce alla perfezione il respiro, il battito del cuore, la voce e l’odore della mamma, vivendo in completa simbiosi con lei. Al momento della nascita vive la prima separazione, ma al tempo stesso cercherà con tutte le sue forze di ritrovare la base sicura, la Mamma! Il bambino ci metterà 9 mesi a realizzare di essere un’entità separata dalla madre, e questo tempo si chiama Esogestazione (i 9 mesi dentro la pancia invece si chiamano di Endogestazione). Portare fin da subito il bebè in fascia, permette alla mamma e al bambino di vivere dolcemente questo momento di transizione.

2. Genitorialità a contatto

Portare è terapeutico, è salutare, fa bene a mamma e bambino perché si stimolano gli ormoni necessari a rafforzare il legame mamma-bebè. È un’alchimia magica (in verità, chimica!) che permette alla mamma di rispondere perfettamente ai bisogni del suo bambino, senza che nessuno le dica come fare, perché è naturalmente istintivo. Ossitocina e prolattina aiuteranno la mamma a rimettersi in sesto dopo il parto, e l’allattamento sarà facilitato dalla vicinanza e presenza.

3. Fisiologicamente perfetto

Il buon portare risponde sempre alla fisiologia del bambino, che verrà messo nel supporto adatto a lui, nella legatura adatta a lui, in modo Ergonomico.

4. Intensifica la relazione papà/ bebè

I papà che lo desiderano (e fortunatamente sono sempre di più) possono portare fin da subito i loro piccoli in fascia! Questo li aiuterà a rafforzare da subito il loro legame e permetterà alla mamma un po’ di sano riposo!

5. Stimolazione sensoriale

Un bebè portato attiva tutti e cinque i sensi in completa mediazione con il genitore. Impara a riconoscere i suoi confini perchè essendo a contatto viene toccato e stimolato maggiormente. Il TATTO si stimola con la pelle, che è il primo organo che si forma nella vita intrauterina; con la pelle il bebè scopre il mondo. Il GUSTO: un bebè a contatto spesso lecca il corpo della madre, rafforzando il proprio microbioma intestinale. L’OLFATTO permette al bebè di continuare a sentire l’odore della madre (che conosce già dalla gravidanza) e stimola a catena anche gli ormoni complici della buona genitorialità: ossitocina e prolattina. L’UDITO viene stimolato con il suono più dolce e familiare ovvero il battito del cuore del genitore, un’esperienza rassicurante. La VISTA: il neonato alla nascita sa riconoscere il volto della madre, grazie alla sua vicinanza si sentirà al sicuro.

6. Legame di attaccamento

In inglese si chiama BONDING, una parola di difficile traduzione in italiano. Il Bonding è il processo di formazione del legame tra i genitori e il loro bambino. È questo legame profondo, specifico, permanente (fisico e psicologico insieme), che permette di allattare, di cullare, di giocare col proprio bambino, ma anche di proteggerlo, di non trascurarlo, di non abbandonarlo. Il bonding permette di far emergere nei genitori istinti nascosti utilizzando il loro ‘periodo sensibile’; viene così favorita quella grande sensibilità comunicativa necessaria ad attivare risposte efficaci alle diverse necessità del bambino.

7. Kangaroo mothercare

Un piccolo e doveroso appunto per ciò che riguarda i bimbi nati prematuri: in molte TIN (terapie intensive neonatali) viene utilizzata la marsupio terapia, ovvero viene posizionato il bebè prematuro pelle a pelle del genitore con l’ausilio di una fascia elastica o di un semplice lenzuolo che copre il bebè. Sono ormai numerosissimi gli studi che confermano quanto questa pratica sia benefica per ambo le parti in causa. Il contatto aiuta a termoregolare i corpi, aiuta a sincronizzare il respiro, aiuta a sintonizzarsi e riappropriarsi del proprio bambino, strappato dopo la nascita per motivi medici urgenti.

Sebbene la società moderna e la filosofia del consumismo ci proponga una genitorialità basata sul distacco, che privilegia strumenti (alcuni anche inutili e costosi) quali passeggini, box, sdraiette, culle con suoni e luci calmanti, monitor audio/video, il Babywearing si propone come mezzo per far emergere una genitorialità dolce, a contatto, proprio perché sintonizzata con le reali necessità di mamma e bambino, ovvero la vicinanza e la prossimità.

articolo scritto per la rubrica #pilloledibabywearing da
Laura Carta
Mamma di Penelope ed Elio,
Consulente del Portare®
Educatrice Pre-Neonatale
Consulente del Sonno 0-3 anni
Operatrice Touchpoint ®
Mediatrice in Comunicazione Interculturale

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